Eduardo De Filippo in TV a 30 anni dalla scomparsa

Eduardo De Filippo in TV a 30 anni dalla scomparsa

Per ricordare il grande Eduardo De Filippo, a 30 anni dalla sua scomparsa, la Rai5 dedica ampi spazi della propria programmazione a spettacoli teatrali e documentari, per ricordare uno dei più importanti esponenti della cultura italiana del Novecento.
Per il ciclo “Eduardo in scena” Rai Cultura trasmetterà, lunedì 3 novembre alle 21.15 su Rai5, la commedia “Gli esami non finiscono mai” scritta da Eduardo De Filippo nel 1973. Commedia di impronta pirandelliana scritta nel 1973, che rappresenta la disgregazione della famiglia patriarcale. Protagonista è lo stesso Eduardo – che cura anche la regia – con Isa Danieli, Luca De Filippo, Diego Reggente, Antonio Ferrante, Bruno Marinelli, Guido Sagliocca, Vittorio Bettarra, Luigi Uzzo, Gino Maringola, Franco Angrisano, Angelica Ippolito,Marina Ruffo, Marisa Laurito e Marilu Prati. È la storia dell’amaro itinerario di una vita qualsiasi, dagli anni Venti agli anni Settanta, sottoposta a continui ed incalzanti esami, al termine dei quali non resta che l’opposizione del silenzio. È così che Guglielmo Speranza, per protestare contro il conformismo dei benpensanti, decide di fingersi muto; confinato nell’immobilità senza parole, quest’eroe, “prototipo di tutti noi”, esprime non soltanto la sua protesta ma anche la sua ironia contro coloro che lo circondano

Sabato 8 novembre sarà la volta di “Filumena Marturano”, proposta nella produzione televisiva realizzata dalla Rai nel 2010, con Massimo Ranieri e Mariangela Melato, con la regia dello stesso Ranieri, realizzata in collaborazione con Franza De Rosa che firma la ripresa televisiva. Un testo scritto nel 1946 ma che ancora oggi commuove e fa riflettere sulla dignità femminile, sulla maternità e sulla famiglia.
Lo spettacolo è arricchito dalle musiche originale create da Ennio Morricone.

Sabato 15 novembre
andrà in onda “Io, l’erede”, un classico di Eduardo proposto nell’edizione da lui riscritta in italiano, prodotto nel 2007 al Teatro Franco Parenti di Milano, con Geppy Glejeses, Leopoldo Mastelloni e la regia di Andree Ruth Shammah.

Il 22 novembre con “Natale in casa Cupiello”, il capolavoro corale sul tema della famiglia e della solitudine umana, nella speciale versione “assolo” ripresa da Rai5 nel 2013 al Teatro Studio Melato di Milano, con Fausto Russo Alesi – uno degli attori italiani emergenti di maggior successo, uscito dalla fucina di Ronconi e del Piccolo Teatro di Milano – che dà voce a tutti i personaggi dell’ironica e amara commedia, trasformandola coraggiosamente in un monologo.

Il 10 novembre è la volta di “La paura numero uno”, commedia in tre atti scritta da Eduardo nel 1950 su commissione di Gino Cervi e Andreina Pagnani, che non la portarono in scena. La paura cui si riferisce il titolo è quella della guerra. Il protagonista ne è talmente ossessionato che i suoi familiari, decidono di fargli credere che ne è veramente scoppiata una.
Protagonisti, accanto a Eduardo, Luisa Conte, Maria Teresa Lauri, Carla Comaschi, Maria D’Ayala, Orazio Orlando, Lida Ferro, Glauco Onorato, Carlo Giuffrè, Nico De Zara, Pietro Carloni, Filippo De Pasquale, Carlo Pennetti, Anna Valter Antonio Ercolano, Evole Gargano, Clara Bindi e Lando Buzzanca.



Il 17 novembre è proposta la storica versione in bianco e nero datata 1962 di “Natale in casa Cupiello”, la commedia più nota di Eduardo, scritta tra 1931 e il 1934, che segnò l’avvio delle attività della “Compagnia del teatro Umoristico I De Filippo”. Protagonisti lo stesso Eduardo – che ne cura anche la regia insieme a Stefano De Stefani – Nina De Padova, Pietro De Vico, Enzo Petito, Elena Tilena, Pietro Carloni, Enzo Cannavale, Carlo Lima, Regina Bianchi, Sara Pucci, Evole Gargano, Gennarina Palumbo, Marina Modigliano, Bruno Sorrentino, Ettore Carloni, Lello Grotta, Angela Pagano e Maria Hilde Renzi.
Protagonista della vicenda è Luca Cupiello, un uomo colpito dall’inerzia, che vive al di fuori dei suoi problemi familiari. Si estrania da tutti i suoi parenti, anzi nessuno dei suoi cari gli permette di ascoltare i guai che invadono la sua casa: non conosce le ansie e le preoccupazioni del fratello Pasquale che vive in casa con loro, non sa delle malefatte del figlio Tommasino (detto Nennillo), ed è addirittura all’oscuro della relazione extraconiugale che la sua adorata figlia Ninuccia ha con l’amante Vittorio Elia. Il protagonista desidera solo costruire il suo presepe, simbolo di uno spazio alternativo alla realtà in cui vive.
Il ciclo si concluderà lunedì 24 novembre con sei atti unici di Eduardo che sono un’autentica rarità: “I morti non fanno paura”, scritto nel 1926; “Quei figuri di tanti anni fa”, del 1929; “La chiave di casa”, scritto nel 1931 e poi ridotto per la televisione dallo stesso Eduardo; “Il dono di Natale”, scritto nel 1932 e basato sulla novella “The gift of the Magi” di O. Henry, pseudonimo di William Syndey Porter; “San Carlino”, del 1938; e “Amicizia”, scritto nel 1952 e contenuto nella raccolta 2Cantata dei giorni dispari”.

La retrospettiva di Rai Cultura su Rai5 dà spazio anche a un breve ciclo di due puntate intitolato “EDUARDO E LA MUSICA”, in onda la domenica mattina, nello spazio di Rai5 tradizionalmente dedicato all’opera.

Domenica 9 novembre andrà in onda “La pietra di paragone”, l’opera di Gioachino Rossini della quale Eduardo nel 1982 curò la regia, alla Piccola Scala di Milano.

Venerdì 28 novembre, infine, prenderà il via un ultimo grande ciclo che proseguirà fino a maggio, intitolato “UN ANNO CON EDUARDO”: la prima rassegna completa di tutta la produzione televisiva realizzata da De Filippo con la Rai.
Si inizia con “Uomo e galantuomo”, la commedia scritta nel 1922 e originariamente intitolata “Ho fatto il guaio? Riparerò!”. Nelle settimane successive si alterneranno capolavori come “Questi fantasmi” o “Il Sindaco del Rione Sanità”, e titoli proposti più raramente come “Non ti pago” e “La grande magia”, o lo sceneggiato televisivo “Peppino Girella”. Il ciclo si chiuderà con una nuova produzione di Rai5, un documentario su Eduardo e il suo rapporto con il secolo nel quale è vissuto: il Novecento.
L’omaggio di Rai.tv
» red
2 novembre 2014


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