LE PRALINE “CIGNI DI BELLINI”, SINFONIE DI GUSTO CON IL CIOCCOLATO DI MODICA

LE PRALINE “CIGNI DI BELLINI”, SINFONIE DI GUSTO CON IL CIOCCOLATO DI MODICA

CATANIA – La Norma? E’ al pistacchio di Bronte. La Sonnambula? Al caffè e marsala. Il Pirata? E’ con uvetta sultanina e passito di Pantelleria. Ma ci sono anche quelle al peperoncino (Adelson e Salvini), alle mandorle siciliane (Bianca e Fernando), al gelsomino e the verde (Zaira), agli agrumi e cannella (I Puritani e i Cavalieri), al cacao Ecuador (La Straniera) fino ai gusti più particolari come quelli al sale di Trapani (I Capuleti e i Montecchi) e al finocchietto selvatico e scorzetta di limone (Beatrice di Tenda). Sono i “Cigni di Bellini”, le praline di purissimo cioccolato modicano presentate in anteprima mondiale al foyer del Teatro Bellini di Catania.
Le dieci opere del celebre compositore e musicista Vincenzo Bellini, di origine catanese, sono “diventate” di cioccolato grazie all’incontro tra il maestro d’orchestra prof. Luigi De Giorgi e il maestro cioccolatiere Giuseppe Rizza, quarta generazione dell’Antica Dolceria Rizza di Modica.
Dieci opere sinfoniche, undici cioccolatini “Cigni di Bellini”. Il maestro Rizza, che dopo due anni di studio e progettazione ha ideato la forma e gli accostamenti degli ingredienti di qualità, ha voluto infatti dedicare a Bellini un’altra speciale pralina, regina su tutte le altre, realizzata da fave di cacao mono origine Santo Domingo con dentro fichi secchi siciliani bagnati al moscato di Noto e croccanti mandorle.
Nel creare le undici tipologie di cioccolatini, il maestro cioccolatiere Rizza si è lasciato ispirare proprio dall’ascolto e dallo studio delle opere di Bellini: “Ho raccolto la sfida lanciata da De Giorgi, mi sono appassionato e mi sono ispirato alle melodie musicali, plasmando le praline di cioccolato di Modica attraverso la figura di un cigno ricurvo su se stesso, quasi dormiente, pensante, sognante. Ho equilibrato i gusti collegando i profumi e i sapori degli ingredienti di qualità alla musica e al testo delle opere stesse. Un progetto che ha visto un lavoro di ricerca attento ai dettagli, al gusto con l’obiettivo riuscito di avvolgere il palato in sensazioni uniche”.  » Francesco Lauricella
12 febbraio 2015



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