Piaceri Proletari: semplicità e ricercatezza in musica

Piaceri Proletari: semplicità e ricercatezza in musica

Sognano di fare una tournée nei “non luoghi”, aprono le bottiglie di vino con l’ausilio degli scarponi e hanno quell’umorismo ganzo fiorentino. I Piaceri Proletari ieri sera hanno fatto tappa al Cantunera di Licata per il #mONdayLive, portando una ventata di raffinata ilarità con la loro musica dal gusto un po’ retrò, che in certi passaggi conduce alle atmosfere parigine riprodotte da Woody Allen nel film Midnight in Paris, mentre in altri invece ti immerge in una balera dall’impronta prettamente romagnola.
Contrabbasso, violino, mandolino e chitarra i loro arnesi da lavoro: un quartetto di strumenti non comune in un’unica formazione musicale,  che riesce a dare vita ad un ritmo folk swing totalmente made in Italy.
Giulio e Matteo sono il fulcro della band, da loro nascono i testi delle canzoni e l’arrangiamento: entrambi cantano, il primo suona la chitarra e fischia, il secondo suona il mandolino; insieme a loro c’erano Serena al violino e Marco al contrabbasso, il poker giusto per un live che convince e coinvolge.
Piaceri Proletari è il nome della vostra band ma anche di una vostra canzone: è nato prima il gruppo o il brano?
Giulio:
“Il brano è nato da una poesia che ha scritto Matteo e che io ho musicato, è stato il nostro primo pezzo; il nome ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di usarlo anche per il gruppo, anche se solitamente ci piace dire che prima è nata la band e poi il brano.”
Matteo: “La canzone è nata durante un tradizionale picnic che però è stato reso particolare grazie alle gesta di un nostro amico che, non avendo un cavatappi, ingegnandosi, ha scoperto una nuova tecnica per aprire le bottiglie di vino con uno scarpone; la tecnica, da allora battezzata come “tecnica Grifoni” – o tecnica della disperazione – ha funzionato così bene che ci ha permesso di aprire diverse bottiglie e grazie a tutto questo è nata Piaceri Proletari.”
Quali sono i vostri artisti di riferimento?
Giulio:
 “Per me in questo momento i supermarket, un grande gruppo romagnolo.”
Matteo: “Uno degli artisti che preferisco è Adriano Modica, un cantautore calabrese bravissimo.”
Il vostro primo album è uscito nel 2015, c’è un nuovo disco in cantiere?
Giulio: “Il primo album può essere considerato come la nostra fotografia di quegli anni dal punto di vista musicale, quello che volevamo essere e quello che ci piace fare; l’obiettivo principale era quello di creare un suono di gruppo, un ensemble armonico che ci soddisfasse,e da questo punto di vista possiamo considerarci soddisfatti. Adesso stiamo lavorando al secondo disco, che dovrebbe uscire a Settembre. Per questo secondo lavoro abbiamo deciso invece di puntare maggiormente su arrangiamenti più elaborati. È già uscito un nuovo singolo, Natale alla televisione, che casualmente è uscito nel periodo di Natale.”
Il tour come sta andando? Raccontateci qualche aneddoto
Matteo:
 “Il tour sta andando molto bene, siamo partiti da Roma per poi arrivare dopo alcune date in Sicilia; abbiamo ancora alcune tappe da fare prima di risalire verso Firenze e concludere. Gli episodi invece non si possono raccontare, non vogliamo creare problemi a casa, meglio lasciare tutto tranquillo!
Un progetto che vi piacerebbe sviluppare in futuro?
Giulio:
 “È un progetto che già esiste ma che vorremo ampliare e portare anche fuori dalla nostra Firenze: una tournée nei “non luoghi”, ovvero in tutti quei posti non proprio deputati alla musica: live nei lavaggi a gettoni, nelle gallerie, nei garages o nei benzinai.”
Matteo: “Ne approfittiamo e vi chiediamo se c’è qualche posto “bruttino” anche a Licata: segnalatecelo così potremmo organizzare lì il prossimo live.”

Pagina Facebook facebook.com/PiaceriProletari» Angela Amoroso
7 marzo 2017


Comments are closed.