G7 a Taormina, l’Olio per la Pace tra i potenti della Terra

G7 a Taormina, l’Olio per la Pace tra i potenti della Terra

Si avvicina una data molto importante per Taormina: il 26 e il 27 maggio i ministri dell’economia delle sette nazioni sviluppate con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo si raduneranno nella città messinese per la quarantatreesima edizione del G7. In occasione del vertice internazionale, per tutto il mese di maggio, i clienti dei ristoranti di Taormina e del circuito Le Soste di Ulisse, troveranno sulle loro tavole una bottiglia da 250ml di “Olio per la pace”. Il formato da 100ml sarà invece omaggiato agli ospiti degli hotel che, durante il vertice mondiale, soggiorneranno nella cittadina siciliana.
Il progetto è stato presentato questa mattina a Palermo, al Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

conferenza-stampa-olio-per-la-paceL’Olio per la Pace vuole promuovere l’impegno socio culturale della Sicilia nei confronti della tutela dell’ambiente e delle attività che favoriscono lo sviluppo sostenibile, attraverso la cooperazione e l’integrazione culturale. E’ un olio 100% italiano, ottenuto da olive della varietà Cerasuola, Biancolilla e dalle 381 cultivar nazionali e internazionali coltivate e raccolte nel campo di conservazione del germoplasma dell’olivo a Zagaria, in provincia di Enna, e molite a freddo nel frantoio sperimentale a tecnologia avanzata di Premiati Oleifici Barbera a Custonaci, in provincia di Trapani, per conto del Consorzio.

L’Olio della Pace è un progetto ideato da Manfredi Barbera e promosso dal CO.FI.OL. in partenariato con il Libero Consorzio Comunale (ex Provincia Regionale) di Enna e il suo campo sperimentale del germoplasma dell’ulivo di Zagaria. L’obiettivo è quello di diffondere, a livello nazionale e internazionale, la cultura dell’olio e della pace attraverso un’iniziativa unica nel suo genere. Quest’olio, infatti, ottenuto da olive siciliane unite a quelle nazionali e internazionali di Zagaria, vuole essere la testimonianza di un modello d’integrazione possibile tra tutti i popoli del Mediterraneo.

Nel 2015 – ha spiegato Manfredi Barbera, fondatore del CO.FI.OL. e amministratore unico di Premiati Oleifici Barberaabbiamo fatto arrivare al nostro frantoio sperimentale di Custonaci, le olive del campo sperimentale di Zagaria, riconosciuto dal mondo scientifico e dalle associazioni culturali come un vero scrigno della biodiversità olivicola. Le olive sono state poi molite insieme per dare vita a un olio extra vergine unico al mondo, l’olio dei popoli e della pace, presentato in anteprima a EXPO Milano e adesso riproposto in occasione del G7 di Taormina. In un momento storico particolarmente delicato come quello attuale – aggiunge Barbera – occorre che ognuno di noi, e non solo i governi, si impegni per la costruzione di una cultura della pace e dell’integrazione, così come ci insegna il modello siciliano. Da sempre la nostra isola è stata crocevia di popoli, culture e religioni che hanno saputo convivere pacificamente sotto lo stesso cielo. La pace non può essere solo un sogno, deve essere un impegno, che parte anche dai piccoli gesti quotidiani”.

Il settore olivicolo – ha affermato Margherita Rizza, commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ennaè il comparto produttivo agricolo di riferimento nel bacino mediterraneo, sotto l’aspetto economico, alimentare, ambientale, paesaggistico e culturale. Il campo di Zagaria, rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, strategico per lo sviluppo di attività di ricerca indispensabili per la tutela dell’ambiente e dell’agrobioversità. I mutamenti climatici, causati dall’inquinamento, la crescita a dismisura delle aree metropolitane e i sistemi agricoli intensivi sono esempi evidenti delle conseguenze di uno sviluppo economico che non rispetta la sostenibilità ambientale e i diritti universali dei più deboli. Le attività di ricerca svolte nel campo di Zagaria e i progetti come l’Olio per la Pace, vogliono invece promuovere il patrimonio culturale, ambientale ed economico riconducibile al valore dell’agro-bio-diversità siciliana”.» red
17 maggio 2017


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