Illuminando Lecce

LECCE – Per la prima volta la città di Lecce diventa protagonista di un importante evento di arte contemporanea site-specific, su iniziativa di due giovani curatrici salentine.
Ilaria Caravaglio e Chiara Miglietta, organizzano con la loro Associazione Culturale “AttivArti”, la manifestazione “Illuminando Lecce”, fino all’8 gennaio 2012 che vede collocate nelle strade principali della città 8 installazioni luminose di artisti affermati e di giovani emergenti.
Per il periodo natalizio, al posto delle tradizionali luminarie, saranno le opere d’arte luminescenti, di grande impatto scenografico, a rendere festosa la città con le installazioni di cinque artisti riconosciuti dalla critica in ambito nazionale e internazionale quali.
Marco Appicciafuoco con cinque sculture luminose dal titolo Light Flowers in Piazza Sant’Oronzo. Franco Losvizzero che animerà la scalinata dell’ex Conservatorio di Sant’Anna (Via Giuseppe Libertini) con sei angeli luminescenti dal titolo Lanterne bianche – L’adorazione dei 6. Sandro Marasco con la frase da una poesia in arabo: Chiudi gli occhi e manda un saluto al mondo, che domina dall’alto Piazzetta Brizio de Santis all’angolo con Viale Trinchese, proseguendo con una seconda frase sulla facciata del palazzo della “storica” Libreria Liberrima in Via Vittorio Emanuele II. Salvatore Mauro che, con la collaborazione musicale di Linz, presenta l’installazione Fratelli d’Italia in Piazza Santa Croce e, ospite d’onore, Giancarlo Cauteruccio, regista-scenografo-artista visivo, noto per la sua poetica basata da sempre sul rapporto tra arte e tecnologia, che il 3 e 4 dicembre ha illuminato Piazza Duomo con un intervento scenografico eccezionale: l’installazione Lux, con potenti fasci luminosi dalla piazza alla facciata della cattedrale, rendendo il cuore della città un’opera d’arte ambientale unica e affascinante, grazie al coinvolgente e sorprendente connubio tra architettura antica e arte contemporanea.
Tre giovani eccellenti, selezionati con il Bando “concorso di idee” dell’Accademia di Belle Arti di Lecce: Francesca Cucurachi, Fabrizia Persano e fuori concorso, Emanuele Saracino, si confrontano con i maestri contemporanei già affermati completando la scenografia urbana con le loro opere luminose. La serratura della Cucurachi, le suggestive Costellazioni dell’emisfero Boreale della Persano (realizzate da De Cagna luminarie) e Bubbles, bimbo che gioca con le bolle di sapone di Saracino, si trovano installate rispettivamente a Porta San Biagio, Porta Rudie, e Porta Napoli, all’ingresso di Lecce, come simbolo di accoglienza e condivisione.
Il progetto nasce dall’idea delle due giovani curatrici che hanno partecipato al bando indetto dalla Regione Puglia “PRINCIPI ATTIVI 2010 – Giovani idee per una Puglia migliore” ottenendo i finanziamenti per la realizzazione dell’evento, tra migliaia di progetti presentati.
La manifestazione ha un alto valore dal punto di vista della sostenibilità e dell’impatto ambientale, dal momento che il dispendio di energia elettrica per le opere luminose, progettate con materiali ecosostenibili e lampade a risparmio energetico, sarà decisamente inferiore rispetto agli abituali consumi per luminarie natalizie.
L’evento “Illuminando Lecce” si completa con la mostra “Lumina Terrae”, presso l’ex Conservatorio di Sant’Anna, dedicata ad altri giovani italiani e stranieri già molto apprezzati dalla critica, come Marta Jovanovic, Andrea Nicodemo, Pietro Ruffo, Beatrice Scaccia, il salentino Gianluca Russo, oltre ai due artisti già presenti in città, Salvatore Mauro e Franco Losvizzero che sabato 3 dicembre, in occasione dell’inaugurazione della mostra, ha presentato la performance Un coniglio alla mia tavola, un percorso coinvolgente il pubblico tra le via di Lecce e all’interno della sala espositiva.
La luce resta il tema portante e si riferisce qui alla “terra” nel senso più ampio del termine, dalla terra da coltivare, al pianeta Terra, e soprattutto, come territorio, confine geografico, appartenenza etnica.
La mostra nasce come omaggio alle proprie radici e rispecchia il desiderio delle curatrici, entrambe salentine ma domiciliate a Roma, di poter svolgere il proprio lavoro nella loro terra d’origine. “Il nostro progetto – spiegano – vuole essere di stimolo per i giovani e per il Salento tutto, creando un ponte tra l’arte convenzionale e quella più audace, tra artisti nazionali che hanno già fatto la gavetta e i nostri futuri artisti che inizieranno a muovere i primi passi in un territorio provinciale che difficilmente si apre a livello nazionale.
7 dicembre 2011

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